Per me che vivo di Web da 20 anni animata dall’immutata convinzione che Internet sia la più grande rivoluzione in atto e un bene comune da difendere a spada tratta, è davvero impossibile capire perché tanti, anche gli insospettabili, scelgano di riservare alla Rete le attitudini più becere superficiali e sciocche che invece si curano di contenere o nascondere in quello che chiamano il mondo reale. Mossi dal caso o dal prurito del giorno, neppure comprendono che le conseguenze della stupidità sbrigliata si propagano e ce l’hanno eccome un impatto nell’altro mondo, quello che considerano reale.
Me ne farei anche una ragione, se il danno si circoscrivesse a loro. Invece e purtroppo il prezzo lo paghiamo tutti, in questa perdita quotidiana di qualità e spessore che si risolve sempre e comunque nel puntare il dito contro “il Web”, oppure nell’autoassoluzione più vile che esista, l’odioso “che ne potevo sapere io, non me ne intendo mica”…
E fateci caso, quelli che berciano di rigore, censure, azioni e chiusure, son proprio quelli che hanno stuprato la Rete un minuto prima.
Davvero non riesco a capire.


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